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Mutui: scegliere il tasso giusto

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Che tu stia comprando la tua prima casa, apportando miglioramenti ad una o cercando di investire in un affitto o in un luogo di vacanza, il tuo prossimo mutuo può aiutarti a rendere i tuoi obiettivi una realtà.
Mutui: scegliere il tasso giusto

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Come funziona il tasso fisso

Quando si parla di tasso fisso mutuo i termini precisano già di cosa si tratta: un tasso di interesse che viene fissato alla stipula del finanziamento e che rimane identico per l’intera durata del periodo di ammortamento. Questo permette di mantenere le medesime condizioni anche per 20 o 30 anni, senza doversi preoccupare dell’andamento dell’economia a livello europeo o mondiale. Un tasso fisso basso oggi permette di ottenere una rata non eccessiva, che rimarrà uguale fino all’ultimo pagamento. È possibile ottenere un mutuo a tasso fisso anche di lunga durata, solitamente fino a un massimo di 30 anni.

Il tasso variabile

Meglio il mutuo a tasso fisso o a tasso variabile

Se un mutuo a tasso fisso prevede che il tasso di interesse sia uguale con il passare dei mesi e degli anni, quello a tasso variabile funziona invece in modo opposto. Il tasso di interesse variabile è correlato al tasso Euribor, a livello europeo. Questo tasso cambia quotidianamente e si calcola considerando la media delle quotazioni rilevate da un prefissato gruppo di banche. Chi sceglie un mutuo a tasso variabile vedrà quindi ogni mese la rata modificarsi, più o meno pesantemente a seconda della situazione. Negli ultimi anni i tassi di interesse a livello della banca centrale europea sono stati sempre molto bassi, quindi ad oggi il tasso variabile è decisamente conveniente. Quando però si stipula un contratto per un mutuo che avrà un periodo di ammortamento della durata di oltre 10-15 anni è chiaro che non è facile fare delle previsioni sul futuro.

Meglio il mutuo a tasso fisso o a tasso variabile

Come abbiamo già accennato non è facile fare una dichiarazione in questo senso. Anche perché non è così semplice fare previsioni su ciò che avverrà in futuro, soprattutto quando ci si allontana da oggi di molti anni. Spesso chi accende un mutuo in questi anni tende a prediligere il tasso fisso, soprattutto se il periodo di ammortamento è superiore ai 10 anni. Per finanziamenti di breve durata invece molti tendono a preferire il tasso variabile, perché sulla breve distanza può risultare meno costoso.

Modificare il tasso in corsa

Effettivamente numerose banche permettono ai propri clienti di rinegoziare il tasso del mutuo nel corso del tempo, solitamente ogni 5 anni. Questo consente non solo di approfittare di condizioni contrattuali più interessanti, quindi di tassi di interesse più bassi, ma anche di modificare il tipo di tasso. È quindi possibile stipulare un contratto per un mutuo che prevede il tasso variabile, per poi modificarlo in tasso fisso nel caso in cui gli indici salgano in modo sostanziale. Chiaramente molto dipende dagli avvenimenti specifici del singolo periodo, ma anche da ciò che decide il singolo acquirente; inoltre non tutte le banche permettono di modificare il tipo di tasso, è una proposta offerta solo da alcuni istituti di credito.

Quando si parla di tasso fisso o variabile ci si riferisce al TAN, Tasso Annuo Nominale; è in sostanza la proposta della banca scevra da spese di vario genere. Chi desidera effettivamente conoscere il peso degli interessi e delle spese sulle rate da saldare alla banca deve conoscere il TAEG di un mutuo, Tasso Annuo Effettivo Globale. Si ottiene sommando agli interessi anche le spese di apertura della pratica, eventuali spese mensili per la riscossione delle rate e altre tipologie di pagamenti.